La sentenza in esame della Corte di Cassazione assisa nel supremo consesso è interessante perché afferma l’importanza sia del principio di prevalenza dell’apparenza sulla sostanza, sia del principio di prevalenza della sostanza sulla forma, e, di fatto, la non decisività di entrambi i principi, se non rispetto al fattore effettivamente prevalente dell’esperimento del mezzo di impugnazione, quale strumento di uniformità della giurisdizione e in definitiva di giustizia.
In breve, ciò che il diritto processuale concretamente privilegia è la facoltà riconosciuta alla parte soccombente di sottoposizione del provvedimento giudiziario non definitivo al giudice di rango superiore, di merito o di legittimità, a seconda della materia.
E così la Suprema Corte: “lo stato della giurisprudenza di legittimità può considerarsi ormai solidamente attestato sul principio della c.d. “apparenza”, che si pone quale temperamento di quello, anche consolidato, della prevalenza della sostanza sulla forma, quale é stato espresso da queste Sezioni Unite (v. sentenza n. 8949 del 16.4.2007)”.
E’ quindi compito dell’utente di giustizia mettere in rilievo, nella proposizione del gravame dinanzi al giudice potenzialmente “innaturale”, gli elementi determinanti della scelta difensiva, a fini di tutela dei diritti di cui si assume la lesione e il difetto di decisione da parte del grado di giurisdizione inizialmente investito della materia.


Cassazione tributaria nn. 16567 e 16559 del 20 giugno 2025
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