Sabino Cassese si racconta

Il libro

“Varcare le frontiere”, sottotitolo “Una autobiografia intellettuale”, è l’ultimo, pregevole, libro di Sabino Cassese, noto giurista impegnato per lunghi anni nell’insegnamento e, in brevi stagioni della sua vita, in politica, come ministro. Non è solo una interessante autobiografia, è una testimonianza di vita e una regola di comportamento. Rivolta a giovani e meno giovani, che vogliano apprendere e mettere a frutto l’apprendimento. Impiegando il tempo, fin da giovani, in base ad un progetto di vita quanto più possibile circostanziato. Con un metodo, che consenta di non disperdere l’apprendimento. Perché le idee restano, ma i dati si dimenticano, se non sono scritti e catalogati. Al mestiere dello studioso è dedicato un capitolo, in cui Cassese suggerisce, tra l’altro, di non chiudersi in biblioteca e in un unico campo di studi. E quindi “fare dello studio la propria vita non significa chiudersi in una torre d’avorio”. Devono essere coltivati rapporti con gli altri, studenti e docenti; la partecipazione ai gruppi di studio, ai seminari e ai convegni è un must da migliorare sempre; le soft skills da acquisire con la pratica “vanno dalla capacità di parlare in pubblico a quella di intessere i rapporti, dal saper motivare le proprie opinioni alla bravura nell’appianare eventuali conflitti”.

Dove va l’Italia

Nel corso della narrazione, Cassese ricorda i suoi antichi maestri, dispensa elogi (non molti) e non risparmia critiche, soprattutto al sistema poco premiale che investe la società italiana, ma anche ad ambienti accademici e professionali e perfino all’applicazione dell’intelligenza artificiale in campo giuridico. Non possiamo dargli torto. Noi avvocati siamo in prima linea nel confronto con la realtà e abbiamo contezza immediata, quotidiana, dei malfunzionamenti che inquinano la vita sociale (tra cui drammaticamente le giurisdizioni) e concorrono a pregiudicare lo sviluppo economico. Gli ultimi capitoli sono dedicati da Cassese al futuro dell’Italia e alle prospettive del giurista, studioso e operatore. Non esattamente felici, se non si comprende che “l’assetto del mondo è cambiato” e che il diritto statale non ha più l’esclusiva; deve concorrere con altri ordinamenti (a conferma dell’attualità del pensiero di Santi Romano sulla pluralità degli ordinamenti) e con altre giurisdizioni, che bisogna conoscere e frequentare. Non a caso, Cassese è il primo e migliore interprete del diritto globale amministrativo in Italia. Non andiamo oltre. Il libro merita almeno due letture: una per il piacere, l’altra per lo studio e la riflessione.

Ugo Scuro

Ugo Scuro

Socio fondatore e Chairman Scientific Board di Scuro & Partners. Avvocato cassazionista iscritto all’Albo di Roma dal 1971, Ugo Scuro vanta una formazione di diritto dell’economia nazionale e internazionale di eccellenza, visione strategica, consolidata esperienza nella consulenza legale e competenza trasversale nei processi di impresa. Ha all'attivo numerose pubblicazioni e ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione “Diritto dei Contratti” dell’Unione degli Avvocati Europei (UAE). PAGINA PERSONALE